Comune di Moiola - Provincia di Cuneo - Piemonte

Thursday, October 23, 2014

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GUIDA TURISTICA

La storia di Moiola

Il territorio comunale di Moiola, come quello dell'intera Valle Stura, fu abitato in origine da popolazioni celto-liguri, successivamente romanizzate a partire dal II secolo a.C. (dal 154 a.C. anno in cui Gaio Opimio combatte contro i Liguri al 14 a.C. anno in cui Augusto celebra la completa sottomissione delle popolazioni alpine occidentali nel monumento a Le Thurbie) con la creazione della Provincia Alpes Maritimae, comprendente entrambi i versanti alpini, e la fondazione, su tutto il territorio cuneese, di numerosi centri urbani, municipia, coloniae e vici, quali Augusta Bagiennorum-Benevagienna, Pollentia-Pollenzo, Augusta Germanorum-Caraglio e Pedona-Borgo S. Dalmazzo, quest'ultima appartenente alla tribù Quirina e costituente il capoluogo amministrativo di un'areale comprendente anche la Bassa Valle Stura.

Risalgono a questo periodo alcuni ritrovamenti epigrafici a Demonte (n. 5 al Museo Civico di Cuneo), a Bersezio (n. 1 in situ su un muro della Chiesa Parrocchiale), a Borgo S. Dalmazzo (n. 7 al Museo Civico di Cuneo) e anche l'antico tracciato romano che si snoda in destra idrografica risalendo dalla Frazione di Bedoira (Gaiola) fino all'alta Valle e attualmente denominata strada militare.
A partire dal V secolo l'intero Piemonte Sud - Occidentale fu soggetto ad incursioni da parte di popolazioni barbariche (nel 402 d.C. il generale romano Stilicone vince i Goti di Alarico a Pollentia) le quali con la definitiva caduta dell'Impero Romano d'Occidente (476 d.C.) crearono domini stabili: all'inizio gli Ostrogoti e quindi dopo la breve parentesi della riconquista bizantina, i Longobardi ed infine i Franchi che, ormai cristianizzati ed alleati della Chiesa, con la creazione del Sacro Romano Impero (800 d.C.), suddivisero i territori piemontesi in contadi (come il contado di Auriate comprendente anche i territori della Valle Stura) dapprima retti da funzionari imperiali e successivamente da feudatari laici od ecclesiastici.

Proprio in questo periodo nacquero e si svilupparono nel territorio di Moiola due centri urbani distinti.
Il più antico costituì la villa di S. Benedetto e si impiantò nei pressi dell'attuale Cappella di S. Membotto, martire benedettino del XII secolo, al di là dello Stura in " .. un sito capace di una grossa terra, cui tuttavia chiamasi la Cittella....dove nulla più si vede che alcune rovine..." (Durandi - il Piemonte Cispadano Antico 1774), mentre il relativo Castello, Castrum Sancti Benedicti, si trovava in sinistra idrografica del Fiume Stura verso il Vallone dei Colli e costituiva in origine un "..monastero fortificato all'uso dei chiostri antichi, il quale apparteneva ai Benedettini e servì poscia di abitazione ai Viceconti di Auriate ..."(Casalis - Dizionario - 1842).
Il paese con il suo castello e le sue pertinenze dipesero in un primo tempo dai vescovi-conti di Torino e successivamente da feudatari vicini più potenti, primo fra tutti il Marchese di Saluzzo che a partire dal XII secolo infeudo' la Bassa Valle Stura tramite i castelli di Roccasparvera e di S. Benedetto imponendo propri castellani come Ardizzone di Roccasparvera nel 1163 e Giordano Catalano nel 1181. Invece la chiesa di S. Benedetto, come altre chiese in Valle dipendeva dal Priorato di Bersezio e da questi al Monastero di S. Teofredo di Velay ( Alta Loira), come indicato dal documento di Papa Alessandro III nel 1179.

Nel secolo XIV la villa di S. Benedetto decadde probabilmente a causa di eventi alluvionali del fiume Stura o per distruzioni legate all'invasione degli Armagnacchi provenienti dalla Francia (guerra dei cent'anni 1339 - 1453) e la stessa chiesa perse la propria importanza, pur essendo ancora ricordata nel Registrum torinese del 1386.
Il secondo nucleo urbano, di nome Mogliola o Mojola si sviluppò invece verso il XII secolo ai piedi del Vallone dei Colli, in posizione sopraelevata rispetto alla piana del corso d'acqua, in una località denominata Roata ed ebbe come prima chiesa parrocchiale, dedicata a S. Giovanni Decollato, l'attuale Cappella di S. Anna. Tale paese faceva parte, in origine, con Gaiola, Valloriate e Rittana delle pertinenze del Castello di Roccasparvera e apparteneva al dominio dei Brocardo e da questi al Marchesato di Saluzzo. All'inizio del XIV secolo risalgono i primi documenti di vita del paese (nel 1337 Moiola viene eretto in libero Comune e fissa i suoi confini con Gaiola) che dopo alterne vicende di guerra (* 1231 - 1250: dominio in Valle Stura del Comune di Cuneo , costituitosi nel 1198; * 1259 - 1282: primo dominio Angioino con la discesa di Carlo II d'Angiò in Valle Stura; * 1282 - 1305: ultimo periodo di dominio dei Marchesi di Saluzzo) passò definitivamente dal dominio marchionale a quello Angioino. Questi ultimi infeudarono la Bassa Valle Stura ai Conti Bolleris, signori di Centallo Roccasparvera e Demonte, e tale divisione politico amministrativa rimase fino a 1588 quando il duca di Savoia Carlo Emanuele I, alleato degli Spagnoli, occupò la Valle Stura dando inizio al dominio sabaudo.

Nel 1630 si diffuse la peste di manzoniana memoria e per voto pubblico della Comunità Moiolese venne costruita in paese la Cappella di S. Sebastiano, S. Rocco e Antonio Abate e molto probabilmente a questo periodo risale anche l'inizio della costruzione della Cappella dell'Assunta sul crinale meridionale del Vallone dei Colli.
Il paese intanto si ingrandiva e tendeva a svilupparsi dalla zona originaria verso il Vallone dei Colli nelle diverse frazioni, e soprattutto verso la piana del Fiume Stura secondo uno sviluppo urbanistico che continuerà nei secoli successivi portando l'asse viario principale dalla Roata - Ruà degli Asu (Medio Evo -XVIII secolo) all'attuale Via Roma (XIX secolo) ed infine alla Via Nazionale (XX secolo).
La stessa antica sede parrocchiale di S. Anna ormai insufficiente e decadente venne trasferita definitivamente, negli anni 1740 - 1741 nella sede della Confraternita di S. Croce e attuale Chiesa parrocchiale di S. Giovani Battista subendo la stessa numerosi ampliamenti con la costruzione dell'attuale campanile e di una piccola sacrestia (1740), di una tribuna per gli uomini (1777) e con l'aggiunta sul lato est dell'oratorio nel secolo XX.

Durante tutto il XVIII secolo il paese dovette subire le invasioni di eserciti stranieri (invasione dei Gallo -Ispani nel 1744 - guerra di successione austriaca) e soprattutto nel 1799 saccheggi e distruzioni da parte delle truppe rivoluzionarie francesi che obbligarono gran parte della popolazione a fuggire verso la Frazione Bagnulin dove perirono, per stenti e malattie, circa trenta persone sepolte in un piccolo cimitero vicino alla fontana del Faggio in alta montagna " .questo piccolo cimitero, che ho benedetto come ho potuto, è un reliquario di santi, perché nessuno qui muore senza andare, credo, difilato in Paradiso" - (Lettera scritta da Don Fossati fra il 12- 14 agosto del 1799); lo stesso Don Fossati morì il 15 settembre del 1799.
Con l'avvento di Napoleone e la sua conquista dei territori cispadani anche a Moiola, come negli altri Comuni, si dovette organizzare la municipalità o "Mairie" con l'aggiornamento del catasto locale e l'obbligatorietà della leva nell'esercito imperiale; dopo il 1814 il potere tornò ai Savoia e da questi allo Stato italiano (1861).
Nel nostro secolo il Comune di Moiola con decreto del 26 aprile 1926 venne incorporato a quello di Gaiola e successivamente ricostituito, dopo il periodo fascista, il 26 aprile del 1946. Durante il periodo antecedente la seconda guerra mondiale furono costruiti nel territorio comunale molti bunker che avrebbero dovuto costituire la terza linea del Vallum Alpinum in funzione antifrancese e rimasero invece in parte incompleti.

Oggi Moiola, dopo le alterne vicende di piccolo paese alpino vuol cercare di rinascere puntando soprattutto sulle sue ricchezze ambientali e sulla valorizzazione della sua identità culturale.

(a cura di Gianluca Comba)

Bibliografia:
Sac. Maurizio Ristorto "Moiola - cenni storici." - 1991
AA.VV. "Quaderni della Valle Stura" - Edizioni Primalpe - 1996





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